La serie di scoperte archeologiche avvenute nella zona di Artimino-Comeana dopo il 1965, hanno consolidato l'ipotesi di un precoce popolamento etrusco. Tra i ritrovamenti vi sono alcuni reperti origine non autoctona, soprattutto corredi tombali di fattura orientaleggiante a prova della importanza del fiume Arno come canale di approvvigionamento di merci e veicolo di influssi culturali provenienti dal Mediterraneo orientale.
NASCITA E SVILUPPO DELL'ABITATO
Gli studiosi fanno risalire i primi insediamenti etruschi nell'area di Monterggi agli inizi del V secolo a.C. per la sua posizione. Esso era infatti uno dei più importanti percorsi che conducevano attraverso Pistoia all'appennino ed era anche un luogo di facile accesso alla rete fluviale. La documentazione sulle attività economiche e produttive della piccola popolazione di Montereggi si limita al ritrovamento di vasellame di foggia grezza, riferibile al periodo centrale di vita dell'insediamento ma anche di oggetti metallici, tali da testimoniare un livello di sviluppo e un tenore di vita abbastanza elevato. La diversità dei reperti ritrovati induce a ritenere che esistessero nell'abitato aree caratterizzate da funzioni diverse.
L'ABBANDONO DELL'ABITATO
Verso la metà del I secolo a.C. l'abitato di Montereggi venne abbandonato. per la romanizzazione dell'Etruria centro-settentrionale e settentrionale interna. Dopo la caduta dell'impero romano, in periodo longobardo, avvenne un parziale ripopolamento. Tra la seconda metà del VII e dell'VIII secolo d.C. una piccola comunità si reinsediò tra le rovine etrusche che costellavano il poggio. Verso la fine del IX secolo anche questa nuova fase di popolamento venne a cessare e, con essa, terminò anche la storia millenaria della collina.


