“La situazione umanitaria nel nord Uganda è peggiore di quella in Iraq: non c’è altro posto al mondo con un’emergenza di questo livello, che richiama così poco l’attenzione internazionale”. Basterebbero queste parole, nel novembre 2003 dal Vicesegretario generale dell’Onu Jan Egeland, per tracciare un ritratto del Nord Uganda, e in particolare del Distretto di Gulu.Negli ultimi due anni, tuttavia, il fenomeno dei Night commuters, ha raggiunto dimensioni impressionanti. Dopo gli accordi stipulati dal governo ugandese con il Sudan, e la successiva recrudescenza delle operazioni belliche, da un giorno all’altro la grande maggioranza delle famiglie del circondario ha cominciato a mandare i bambini, da soli, a passare la notte nella città di Gulu. Bambini che da soli, al tramonto, si mettono in marcia, percorrono diversi chilometri e vanno a cercare un rifugio per la notte in città, nei parcheggi degli autobus, nei cortili degli ospedali, nelle piazze, sotto i porticati e lungo le strade. Alcune stime fatte dalle autorità locali parlano di circa 30.000 giovani pendolari della notte (night commuters), ma mancano dati certi sul fenomeno. AMREF si propone di costruire o migliorare i luoghi di accoglienza notturna, migliorare le condizioni igieniche, fornire acqua potabile e servizi igienici nei luoghi dove i bambini-adolescenti trovano rifugio di notte; migliorare la sicurezza e ridurre il rischio di abusi sessuali e di altro tipo sui bambini e adolescenti; ridurre il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse e l’HIV/AIDS, attraverso l’informazione e la promozione di comportamenti positivi..
La capitale del Kenya, Nairobi, come quasi tutte le capitali dei paesi in via di sviluppo ospita centinaia di migliaia di “ragazzi di strada”. Si tratta in gran parte di bambini abbandonati, giovani vittime della povertà e dell’AIDS, orfani maltrattati, abusati, emarginati, esclusi da ogni forma di assistenza e di educazione, ragazzi costretti a fuggire da famiglie violente, a guadagnarsi la vita nelle strade e a passare la notte nelle discariche. In swahili sono chiamati chokora: “quelli che vivono grazie ai rifiuti”, gli “scarti” della società. AMREF è presente da anni nelle baraccopoli della capitale kenyana con programmi di assistenza medica e di sviluppo sanitario e sociale, e con un importante progetto, Child in Need Project, volto al recupero dei ragazzi più bisognosi. Il progetto prevede la sensibilizzazione e il coinvolgimento della comunità locale, per reintegrare pienamente i ragazzi emarginati. Il sostegno psicologico contro l’uso delle droghe, il ricongiungimento familiare, lezioni di swahili e inglese, corsi di educazioni sanitaria, piccole iniziative di microcredito, formazione professionale, attività sportive, attività di piccola agricultura, lezioni di teatro, danza e di musica… sono le principali attività svolte quotidianamente dagli operatori e dai volontari di AMREF con un centinaio di ragazzi, il primo nucleo di giovani emarginati attivo nel Child in Need Project. L’obiettivo finale è il pieno reinserimento dei ragazzi nella società civile.


